Querciabella, tre nuovi Gran Selezione e i loro predecessori

Querciabella, tre nuovi Gran Selezione e i loro predecessori

Degustando
di Alessandro Franceschini
27 marzo 2026

Il sangiovese di Lamole, Greve e Radda dà origine a tre nuove etichette della storica azienda della famiglia Castiglioni. Ma poche bottiglie, in commercio come IGT Toscana provenienti da tante singole parcelle, preparatorie ai nuovi vini, fotografano la presenza di un mosaico di sfumature e trame gustative di grande fascino.

Sperimentazione, innovazione ma, soprattutto, intuizione, spesso in deciso anticipo sui tempi. Se c’è un tratto che probabilmente contraddistingue il lavoro di Querciabella, iconica azienda del Chianti Classico nata nel 1974 dalla volontà di Giuseppe “Pepito” Castiglioni, è quello di non aver mai avuto paura, non tanto e solo di aver voluto inseguire subito l’eccellenza, quanto di averla perseguita percorrendo strade non sempre battute dagli altri.

Pionieri del biologico, pratica agronomica introdotta già alla fine degli anni ’80, convinti sostenitori di molte idee della biodinamica, metodo condiviso dal 2000, a partire dal 2007, e poi con metodo e rigore dal 2010, Querciabella decide di rivoluzionare il paradigma interno introducendo tante microvinificazioni quante sono le parcelle a disposizione a Radda e Greve, per un periodo a Gaiole e infine anche a Lamole. Se la Gran Selezione nel Chianti Classico è stata introdotta nel 2014 e poi le UGA, approvate dal Consorzio nel 2011, sono entrate in vigore in etichetta, sempre e solo per la tipologia Gran Selezione, solo nel 2023, dalle parti di Ruffoli sopra Greve Chianti, dove ha sede questa storica realtà, il desiderio di capire come il sangiovese in purezza cambiasse a seconda di comuni e future UGA, è nato decisamente prima.

Questa vera e propria libreria di annate, imbottigliate ora come IGT e a breve, sebbene in pochi esemplari, disponibili anche in commercio, rappresenta la più lampante e nitida fotografia liquida del lavoro preparatorio alle tre Gran Selezione ora in commercio. Identifica perfettamente anche il modus operandi di Querciabella, ora portato avanti anche da Mita Castiglioni, figlia di Giuseppe, che dal 2024 ha rilevato l’azienda dal fratello Sebastiano e ora la conduce insieme ai figli Selene e Andrea.

Il cambio di prospettiva e la vinificazione delle singole parcelle

Il desiderio di conoscere, parcella per parcella, il comportamento del sangiovese presente all’interno dei 94 ettari vitati, sui 280 a disposizione, si struttura in modo sistematico a partire dal 2010 con l’ingresso di Manfred Ing, enologo, che comincia a vinificare separatamente e in modo super meticoloso ben 70 vigne. Non secondaria è anche la consulenza di Luca Currado Vietti, ex proprietario dell’azienda di famiglia a Castiglione Falletto nelle Lanche del Barolo.

Dal 2010 cambia anche la vinificazione, che si sposta in piccoli tini aperti di rovere e in vasche di cemento, con macerazioni anche di un mese, rimontaggi, l’utilizzo del cappello sommerso per alcune selezioni, il riposo sulle fecce fini e la maturazione in grandi botti di rovere da 25/30 ettolitri per 16/18 mesi. Pochissimo utilizzo di legno nuovo, tostature leggere e un ulteriore affinamento in bottiglia completano la nuova “ricetta” aziendale.

Vigneto Ruffoli a Greve

Le nuove Gran Selezione e le vecchie IGT preparatorie

Oggi in commercio entrano tre Chianti Classico Gran Selezione dell’annata 2021: uno e denominato SA-LA (Sangiovese-Lamole), proveniente dal vigneto Terratto di Lamole e che riporterà in etichetta il nome di questa UGA dalla prossima vendemmia; uno proviene da due vigneti di Greve e, infine, il terzo da un vigneto denominato Bagnaccio situato a Radda. Tre espressioni alquanto differenti, ma che hanno alle spalle un lungo lavoro di microvinificazione che le singole bottiglie etichettate come IGT testimonia in modo evidente. La degustazione di una serie di annate di queste bottiglie è stata la dimostrazione più affascinante di come il culto del singolo vigneto consenta di mettere in evidenza le tantissime sfumature presenti anche all’interno di una stessa UGA.

Greve, profondità ed equilibrio

Sulla collina di Ruffoli, propaggine del Monte San Michele, Querciabella possiede 15 ettari di sangiovese, esposti prevalentemente a sud e sud-ovest tra i 350 e i 600 metri di altitudine. Sono diverse le composizioni dei terreni, da quelli più leggeri e ricchi di scheletro in alto, a quelli più profondi e ricchi di galestro nelle zone più basse. Il Toscana IGT SA-GR 2010, ottenuto dalla vinificazione di tre vigneti (Tonio, Vigna 4 e Vigna 5) dona un vino molto ricco e intenso in questo momento, con note prorompenti di torrefazione, spezie e un frutto in confettura: fresco al sorso ha tannino raffinato, di grana fine con un ottimo allungo. Meno fresco e dinamico è invece il campione IGT Toscana SA-GR 2011, figlio di un’annata certamente molto calda: ottenuto dalla vinificazione di un altro vigneto, denominato Montoro, ha un frutto più maturo e una trama tannica più graffiante e ruvida. Si cambia ancora vigneto, questa volta denominato St Lucia, per il campione IGT Toscana SA-GR 2016: un vino di ottima stoffa, elegante, con tocchi agrumati e di prugna e un sorso succoso, fresco, un tannino avvolgente e di grana davvero ben fatto. Infine il Chianti Classico Gran Selezione Greve 2021: vino delicato, fruttato di susine e mentolato al naso, molto equilibrato ed elegante al naso.     

Radda, potenza e controllo

A Radda Querciabella possiede 14,5 ettari tra i 400 e i 450 metri di altitudine in tre parcelle denominate Bagnaccio, Oasi e Rialdoli. Se il suolo è simile, ovvero il Macigno del Chianti, i microclimi dei tre vigneti sono differenti. Nel bicchiere abbiamo trovato forse i vini più ricchi, compiuti, completi, con picchi di eccellenza davvero entusiasmanti. L’IGT Toscana SA-RA 2011 (vigneto Oasi), nonostante l’annata calda ha una definizione del frutto, con sfumature che ricordano il lampone maturo, molto fine e precisa, così come un tannino gessoso, avvolgente che dona un notevole allungo al vino. Di una marcia in più è l’IGT Toscana SA-RA 2016 (vigneto Oasi): erbe aromatiche e note fruttate di ciliegia fresca, un sorso raffinato con una trama tannica sottile, perfetta e un finale sapido di grande dinamismo. Infine il Chianti Classico Gran Selezione Radda 2021, forse un po’ spigoloso in questo momento soprattutto al palato, con una trama tannica ancora molto graffiante, ha però un naso stratificato, ricchissimo di sfumature fruttate e balsamiche. 

Gaiole, ricchezza e rotondità

In questo comune, nell’area di Gittori e poi di San Polo in Rosso, Querciabella ha gestito in affitto vigne di sangiovese dal 2010 al 2021, per poi terminare e concentrarsi su terreni più alti e vicini alla tenuta. Si tratta di un’area ricca di alberese, che garantisce un ottimo drenaggio e che a San Polo vede la presenza di condizioni climatiche quasi continentali. Il campione IGT Toscana SA-GA 2011 (vigneto Gittori) ha un incedere molto mediterraneo al naso più che fruttato e un tannino deciso, ricco, grosso nel centro bocca con un finale molto sapido. Un frutto maturo e un po’ troppo stanco, invece, connota l’IGT Toscana SA-GA 2016 (vigneto Sotto Castello), meno slanciato, anche al palato, rispetto agli altri campioni, anche se non gli manca un tannino come sempre molto graffiante e importante.

I terrazzamenti del vigneto di Lamole

Lamole, sottigliezza ed eleganza

L’azienda inizia la sua avventura a Lamole nel 2020 e da allora gestisce 8,5 ettari a Casole, ad altitudini che arrivano a 650 metri, su ripidi terrazzamenti. Suoli sabbiosi, leggeri, intervallati da argilla, notevoli escursioni termiche tra notte e giorno, tanta acqua e tante foreste di castagno. Con il sangiovese di Lamole si entra in un’altra dimensione e ci si confronta solitamente con Chianti quasi di montagna, dal timbro completamente differente. E anche in questo caso la tipicità di questa UGA emerge in modo nitido. Il Chianti Classico Gran Selezione SA-LA 2021 ha una florealità coinvolgente, delicata, che profuma di violette, note di piccoli frutti che ricordano i mirtilli e i lamponi, un sorso ferroso, minerale, con una trama tannica sottile e un’acidità molto evidente.