Export: i vini francesi ancora giù

Export: i vini francesi ancora giù

La Francia in presa diretta
di Samuel Cogliati Gorlier
03 marzo 2026

Il 2025 ha confermato la tendenza negativa delle esportazioni transalpine. Ma non tutti i mercati esteri arretrano indistintamente: crollo negli USA, segnali positivi da Canada e Australia.

Come già il 2024 e il 2023, anche l’anno scorso ha fatto segnare un netto segno meno nelle esportazioni francesi di vino, ben –7,9% sull’anno precedente. Con un giro d’affari di 14,3 miliardi di euro, il settore vitivinicolo d’Oltralpe si conferma in terza posizione tra i settori della bilancia commerciale attiva, dietro alla cosmetica/profumeria e all’aeronautica. 

A pagare il prezzo più caro sono i superalcolici, con un –17,4%, causato dalla crisi del mercato cinese, ormai conclamata. Il vino cala “solo” del 4,1%. Sono tutti dati della Fédération des exportateurs de vins et spiritueux de France. 

A preoccupare i cugini transalpini, è in particolare il risultato di tutti e cinque i primi mercati export: Usa (neanche a dirlo!), con un disastroso –21,2%, Regno Unito (–4,4%), Cina (–12,8%), Germania (–5,6%) e Singapore (–13,8%). 

Sul mercato americano, neanche i vini effervescenti riescono a compensare. D’altra parte, secondo il Beverage Information Group., già nel 2024 i più importanti marchi della spumantistica erano andati male: –14,9% per Piper-Heidsieck, –12,8% Perrier-Jouët, –11,1% Laurent-Perrier, addirittura –15% Dom Pérignon! Ma anche i marchi entry level erano in sofferenza. 

Tornando al 2025, il dettaglio preciso dei primi tre trimestri, prima delle Feste di fine anno (fonte Dogane), mostrava già un segno negativo diffuso: Usa, Cina, Lussemburgo, Emirati arabi, Corea, Uk, Singapore erano tutti in netta contrazione. 

Per fortuna, qualche mercato metteva in evidenza una controtendenza e rintuzzava le perdite: il Canada, in particolare, a fine settembre si era imposto come 6° mercato estero per i vini francesi, e cresceva del 9,6% (390 milioni di valore); l’Australia era addirittura a +18,8%, con un giro d’affari di 182 milioni; il mercato polacco, per quanto modesto (73 milioni), saliva del 27,6%; in ripresa del 6,8% anche la Svizzera (che pesava per 351 milioni). Meno impattanti e strutturanti, ma impressionanti, gli aumenti del mercato filippino (+53,5%) o quello di Macao (+117%!).  Quanto all’Italia, rimaneva l’11° mercato mondiale, con un valore di 212 milioni, ma un calo del 6,1%.

Malgrado questi numeri poco confortanti, secondo l’istituto di sondaggi Ifop, per il 31% dei francesi la filiera vino è una priorità da sostenere con politiche pubbliche. Il 92% di loro ritiene che il vino veicoli una buona immagine della Francia nel mondo. •