Francia, vendemmia 2026 particolarmente magra


Francia, vendemmia 2026 particolarmente magra


La Francia in presa diretta
di Samuel Cogliati Gorlier
25 settembre 2026

Le prime stime ufficiali mostrano un calo sensibile dei quantitativi raccolti in quasi tutto l’Esagono. Le cause: contrazione delle superfici vitate, ma anche caldo e siccità estivi.

Secondo France Agrimer, l’ente pubblico di monitoraggio agricolo del relativo ministero, la Francia incasserà quest’anno uno dei più magri raccolti viticoli degli ultimi trent’anni, mentre l’OIV azzarda addirittura il minor raccolto dal 1957. Le stime Agrimer del 1° settembre parlano di circa 33,8 milioni di ettolitri di vino, un dato che difficilmente sarà sconfessato da aggiustamenti tardivi, visto che la precocissima vendemmia (iniziata nel Languedoc il 15 luglio!) si è svolta quasi ovunque nel mese di agosto. Queste cifre fanno segnare un –6% rispetto al 2025 e addirittura un –17% rispetto alla media dell’ultimo quinquennio, pur connotato da varie vendemmie poco abbondanti.
A detta di molti, la qualità dovrebbe essere invece diffusamente buona, se non ottima. 

Proprio le misure atte a rintuzzare il calo della domanda sono corresponsabili del calo del raccolto. Nel 2025 la Francia ha spiantato migliaia di ettari di vite, soprattutto nel Midi e nel Bordolese, per contrastare la sovrapproduzione. Ma il clima di questo 2026 rovente e siccitoso ci ha messo del suo: scottature, perdite fogliari, appassimento degli acini si sono registrati ovunque, nonostante qualche pioggia tardo-estiva e le buone riserve idriche dei suoli, grazie a una primavera piovosa. In Champagne, ad esempio, i grappoli sono stati mediamente i più piccoli degli ultimi vent’anni! Non è un caso che il Languedoc si smarchi, con un +5% rispetto al 2025: è tra i territori dove l’irrigazione di soccorso è più diffusa. 

Proprio la Champagne è l’area più in sofferenza: le rese dovrebbero essere praticamente la metà di quelle dell’anno scorso. Anche Borgogna e Jura sono state duramente colpite, rispettivamente con –33% e –36% di produzione. Nel caso della Borgogna, il grande sconfitto è il pinot nero, i cui volumi sono calati di oltre il 50% in confronto al 2025. I borgogna rossi ‘26 saranno merce rara!
Male anche la Loira, dove le stime fanno segnare un –12%, e addirittura –18% sul quinquennio. 

Meno grigia la situazione nel sud del paese. Bordeaux si attesta attorno a +10%, ma resta in perdita sugli ultimi cinque anni. La Savoia si è salvata grazie alle piogge. Rodano, Provenza e Sud-Ovest dovrebbero galleggiare attorno alla media. In lieve crescita, come detto, la produzione del Languedoc, mentre continua a essere catastrofica la situazione del Roussillon, regione ormai in apnea da anni.

Quanto alle tipologie, France Agrimer stima che solo le Igp si salveranno (di nuovo grazie al Languedoc). Aoc e vini senza indicazione geografica sono entrambi in netto arretramento. •