La Catalogna francese è in piena crisi

La Catalogna francese è in piena crisi

La Francia in presa diretta
di Samuel Cogliati Gorlier
20 febbraio 2026

Tra Banyuls e Collioure, i rinomati vini del Roussillon, un tempo al vertice delle gerarchie francesi, vivono tempi cupi. Il modello economico cooperativistico, che rappresenta quasi la metà della produzione locale, vicino al fallimento.

Per il Groupement interproducteurs Colliuore Banyuls si prospetta a breve il commissariamento. Detta così, la notizia, non appare in sé catastrofica. Senonché il Gicb è la cantina sociale cui fa capo il marchio Terres des Templiers, e rappresenta ancora oggi il 45% circa delle superfici vitate e della produzione delle appellations Banyuls e Collioure. Due gioielli non già del Rossiglione, ma di tutta la viticoltura d’Oltralpe. 

Negli anni il Gicb ha accumulato ingenti debiti, che oggi toccano la quota di venti milioni. Una situazione delicata e multifattoriale, imputabile al crescente disamore del pubblico per i vins doux naturels, nettari leggendari, con secoli di storia alle spalle, ma anche al calo generalizzato dei consumi e ai tentennamenti della filiera nella ricerca di sbocchi commerciali. A questo si aggiunga un territorio morfologicamente ostile, a picco sul mare, che impedisce qualunque meccanizzazione e quindi fa impennare i costi di produzione (non meno di 14 euro a bottiglia, secondo alcuni esperti). Infine, il cambiamento climatico, che da anni martoria il sud della Francia, vittima di implacabili e lunghissimi periodi di siccità, falcidiando le rese.  

Quali che siano le cause, il territorio paga il prezzo di una crisi pesantissima. I 48 mila ettari di vigna che contava il dipartimento dei Pirenei occidentali nel 1989 sono oggi meno di un terzo; la produzione è crollata da oltre 1,7 milioni di ettolitri a 330 mila. Allo stesso modo, la cantina del Gicb, ridimensionata per lavorare 23 mila ettolitri dai 35 mila originari, ne ha prodotti appena 9 mila nel 2025. 

Tecnicamente, il Gicb è morto, dichiara ai suoi soci il presidente della cantina sociale, Laurent Barreda. La ricerca di un acquirente potrebbe dare vita a una nuova struttura, ma ci saranno esuberi e un nuovo ridimensionamento.

La vicenda del Gicb è indicativa dei tempi che vive la Côte Vermeille, dove pochi mesi fa anche Arnaud de Villeneuve, cooperativa di Rivesaltes, ha chiesto il commissariamento, riducendo la sua produzione di circa l’80%. Le conseguenze sociali ed economiche dell’impietosa crisi che colpisce la Catalogna francese hanno anche risvolti politici. In vista delle elezioni municipali del prossimo mese di marzo, il sindaco uscente di Collioure, Guy Llobet, ha firmato un protocollo d’intesa con il consorzio viticolo locale che prevede numerosi impegni per ridurre i danni, sostenere il settore e cercare di rivitalizzarlo. •

Nella foto di copertina, Parcelle di vigne AOC Collioure. Photo Credit: Khendjer[1]Travail personnel, CC BY-SA 4.0, Lien.