La Champagne vede nero

La Champagne vede nero

La Francia in presa diretta
di Samuel Cogliati Gorlier
27 gennaio 2026

Numeri in calo, bilanci in negativo, previsioni pessimistiche, scioperi inediti: l’economia di Reims, Épernay e Troyes registra un 2025 di crisi, in continuità con il biennio precedente.

Da sempre, la Champagne è un termometro sensibile dell’economia mondiale. E a quanto pare il pianeta vino (ma non solo) ha la febbre. Guerre in corso, crisi economiche e diplomatiche, instabilità, politiche e dazi trumpiani fuori controllo...Tra molteplici difficoltà, il 2025 champenois si chiude con un nuovo risultato negativo. 

I dati generali delle vendite non sono forse in sé allarmanti, ma fanno comunque segnare un –2,1% rispetto al 2024, a sua volta negativo del 9,1% rispetto al 2023, esso stesso in calo dell’8,1% sul 2022. Insomma, l’euforico rimbalzo post-covid è definitivamente esaurito e archiviato. 

Le cifre che vengono dalla Marne, dall’Aisne e dall’Aube parlano chiaro. E sono trasversali: riguardano tanto l’export (–1%) quanto il mercato interno (–3,6%). Già tra novembre e dicembre, mesi cruciali per le vendite, i risultati erano infatti stati negativi per la Francia (–4,8%) e positivi l’estero (+5,3%), ma insufficienti per compensare l’arretramento complessivo. La crisi transalpina segnerebbe una difficoltà maggiore per i vignerons, tradizionalmente legati al mercato interno, che per le maisons, sostenute dalle esportazioni. 

Tuttavia anche il cielo dei négociants resta ingombro di nuvole nere. Dopo le due prime giornate di sciopero a dicembre, a metà gennaio quasi 600 lavoratori del più grande operatore champenois, Lvmh (Moët & Chandon, Veuve-Clicquot, Krug, Dom Pérignon, Mercier, Ruinart, Armand de Brignac) hanno di nuovo incrociato le braccia. Non succedeva dal secolo scorso. Il motivo? L’annuncio da parte della proprietà della cancellazione del premio di produzione 2025 (tra 15% e 30% in meno sul reddito annuale dei dipendenti, stima il sindacato Cgt). 

Anche se i dati ufficiali devono ancora uscire, l’autorevole giornale economico La Lettre ipotizzerebbe –5% per gli champagne Lvmh e addirittura –40% sul 2024 e –60% sul 2023 per quanto riguarda i risultati operativi dell’intero gruppo. Secondo il noto canale media Bfm Business, il ramo alcolici di Lvmh aveva già deciso 1.200 esuberi la scorsa primavera.

Foto: Samuel Cogliati Gorlier, Vallée de la Marne