Quando la Borgogna veste la toga

Quando la Borgogna veste la toga

La Francia in presa diretta
di Samuel Cogliati Gorlier
13 gennaio 2026

Diffide, nuovi accordi legali: le istanze ufficiali della prestigiosa regione viticola attaccano e si difendono sul piano giuridico.

Chi conosce la Francia del vino sa quanto sia attenta a tutelarsi sul piano del diritto, e non esiti a muovere i propri avvocati per farlo. Il 2025 si è chiuso con due clamorosi risultati legali promossi dal Comité Bourgogne (ex Bivb). 

Innanzitutto la ratifica degli accordi con la Cina. A inizio dicembre il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha compiuto un viaggio diplomatico ufficiale a Pechino. È stata l’occasione perfetta per annunciare la chiusura ufficiale di un iter di trattative con la Repubblica popolare riguardante il riconoscimento di ben 70 appellations d’origine borgognone.

I negoziati, avviati nel 2020, avevano comportato un lungo dialogo tra la diplomazia di Parigi, l’Inao, il Comité Bourgogne e la China national intellectual property administration, incluse alcune sue visite in Francia. Ora la quasi totalità delle Aoc borgognone (ne mancano 4, la cui sorte è in fase di finalizzazione) sono depositate nella legislazione nazionale cinese. «È una tappa importante e altamente simbolica, che ci dà sicurezza e visibilità giuridiche in questo importante mercato», ha commentato Laurent Delaunay, co-presidente del Comité. Sul mercato cinese in dieci anni il vino di Borgogna è passato da 1,4 a oltre 3 milioni di bottiglie l’anno, con ulteriore potenziale di crescita. 

A ridosso del Natale, invece, la vicenda legale che ha contrapposto il Comité a un noto discount francese. L'insegna aveva diffuso per radio la pubblicità di uno chardonnay Igp Pays d’Oc (sud della Francia) di bassa gamma, usando quest’ammiccante  descrizione promozionale: «Il vitigno di Borgogna dagli aromi di nocciola...». Il Comité ha immediatamente dato mandato ai suoi legali di diffidare il discount da qualunque riferimento alla Borgogna per pubblicizzare un vino di diversa origine. Nel volgere di 48 ore la pubblicità è stata ritirata da tutte le emittenti radio. «Non possiamo tollerare che il nome della Borgogna sia utilizzato in modo fraudolento – ha dichiarato Delaunay –. La protezione del bene collettivo che sono le nostre appellations non deve essere insidiata da nessun attacco».

Crediti foto: Roland Godefroy/Wikipedia