Delices de France: al Capovolto di Misinto un viaggio tra formaggi e vini unici

Delices de France: al Capovolto di Misinto un viaggio tra formaggi e vini unici

05 aprile 2012 - scritto da Paola Brambillasca in Non solo vino

Si è professato anarchico e ci mancava poco che il pubblico gli credesse. In realtà Giuseppe Frigerio, in arte Fritz, grande conoscitore del mondo enologico e importatore di prodotti soprattutto francesi di qualità nel nord Italia, è subito apparso autorevole e fedele alle regole del suo mondo, quello dei formaggi.

Formaggi Ais MonzaUn mondo fatto di leggi precise da rispettare, di controlli incrociati per tutelare la sicurezza dei consumatori; un mondo che lascia ben poco spazio all’anarchia. Ecco allora che passando con tutta la naturalezza di questo mondo da un linguaggio colorito a quello tecnico, quasi da laboratorio, Fritz ha guidato le 42 persone presenti al Capovolto di Misinto, alla scoperta dei formaggi francesi. Dodici prodotti in degustazione abbinati a quattro vini, tre bianchi e un rosé. Nessun rosso è stato versato nei bicchieri delle persone presenti, per un motivo ben preciso: “Formaggi e tannini non vanno d’accordo – ha spiegato Giuseppe Frigerio-. Una volta nello stomaco le molecole di questi due prodotti coagulano creando, spesso, problemi nella fase della digestione. Solo in un caso si può abbinare il vino rosso al formaggio, quando il prodotto in bottiglia ha sulle spalle diversi anni di invecchiamento e quindi i tannini sono indeboliti dal tempo”.

Fritz ha accompagnato i presenti in un viaggio a tutto tondo alla scoperta di quel mondo raffinato e frutto di tradizioni centenarie che è quello dei formaggi francesi. Prodotti di altissimo livello, chicche preziose che spaziavano dalla pasta molle a quella dura, dagli erborinati agli stagionati per arrivare alle croste lavate con la grappa fino a quelle fiorite.

La degustazione è iniziata con una briquette brebis paulinetois, l’unica formaggella di pecora, dal colore bianco candido e con la pasta molle. E’ proseguita con un Olivia Aris con un finale in bocca al piacevole sapore di anice e con una Bouchrich, un formaggio a pasta molle con i semi di finocchietto selvatico. A queste prime tre proposte è stato abbinato un vino particolare, che tanti dei sommelier in sala non avevano assaggiato prima della serata organizzata dal direttore dei corsi AIS MB Fabio Mondini: un Bianco chardonnay grolleau gris, prodotto nella Vandea, alla foce della Loira da uve Chardonnay e Grolleau Gris, un vitigno autoctono. Un vino particolare, consistente e dal profumo erbaceo, quasi di paglia. In bocca colpiva in particolare la grande sapidità che invogliava a far seguire il primo con un secondo e un terzo sorso. Un vino interessante, che trovava un equilibrio perfetto soprattutto con la formaggella di pasta di latte di pecora che aveva una spiccata tendenza dolce.

Il secondo vino degustato è stato un Bianco Colombard Sauvignon di Domaine de Menard. Al naso i tipici sentori del Souvignon ma in una versione più dolce, quasi paragonabile ai profumi che questo vino assume quando prodotto in Nuova Zelanda. I classici sentori forti e aciduli di bosso e di erba fresca appena tagliata tipici del Sauvignon erano, infatti, un semplice sottofondo. I veri protagonisti del bouquet erano invece i piacevoli sentori di pesca matura e frutta tropicale. Dopo qualche minuto nel bicchiere con qualche grado in più si sprigionava anche un profumo di pompelmo rosa appena spremuto. Un vino fresco, sapido, elegante e femminile in bocca.

Formaggi Ais MonzaIl terzo vino in degustazione era un Rosé Cabernet Sauvignon di Domaine de Menard, al naso arrivava dritto un chiaro sentore di rosa e di amarena matura. Il profumo anticipava la dolcezza gustativa. Un vino leggero, fresco e abbastanza persistente al palato.

L’ultimo vino in degustazione era forse quello preferito, insieme al primo, dai sommelier presenti in sala. Un Bianco Gros Manseng di Domaine de Menard. Al naso un chiaro sentore di pesca e miele. In bocca una dolcezza appena accennata, una bella consistenza e una buona persistenza. Un vino perfetto per gli ultimi due formaggi proposti, un Forme Ambert Sauternes, a pasta dura trattata con il Sauternes e un Bleu de Chevre, un erborinato con un piacevole retrogusto piccante.

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