Maurizio Zapparoli - Ristorante Corte Matilde

Maurizio Zapparoli - Ristorante Corte Matilde

27 settembre 2018 - scritto da Anna Basile in Sommelier al lavoro

«Da quando sono nato il vino e la cucina sono sempre stati la mia più grande passione». La storia di Maurizio Zapparoli, sommelier della Delegazione AIS di Mantova

«La vita è una resistenza continua all’inerzia che tenta di sabotare il nostro volere più profondo. Chi si stanca di volere, vuole il nulla». (Friedrich Nietzsche).

Ma quanto diventa difficile continuare a “volere” e a “resistere” quando le circostanze della vita ci portano in una direzione diversa da quella che il nostro cuore comanda? «Ciò che ho sempre voluto era occuparmi di vino, di ristorazione, ma ahimè ho dovuto lottare, seguire strade ben diverse, però, alla fine, sono giunto lì dove il mio cuore voleva arrivare ».

MaurizioZapparoli_AisMantovaMaurizio Zapparoli, classe 1954, sommelier al ristorante Corte Matilde, racconta non senza un briciolo di nostalgia la storia della sua vita: «da quando sono nato il vino e la cucina sono sempre stati la mia più grande passione. Ma a quei tempi occuparsi di vino non sembrava una scelta facile, così ho seguito la strada che i miei genitori avevano pensato per me». Maurizio diventa geometra, «un lavoro che ho fatto per anni ma che non ho mai sentito mio, e non è stato l’unico. Dopo sette anni ho preso in mano l’attività dei miei genitori e me ne sono occupato per altri 25, ma neanche in questo lungo periodo ho messo da parte i miei sogni. Avevo sempre l’energia e la voglia di dedicarmi a ciò che amavo». Nei weekend, in vacanza, rubando ore a quel lavoro che non aveva scelto, Maurizio ha continuato a inseguire il suo sogno.

Poi la svolta: «nel 1999 mi sono iscritto ai corsi AIS, nel 2003 mi sono diplomato e nel 2007 sono diventato sommelier professionista». Negli anni l’interesse per il vino è solo cresciuto: dalle prime degustazioni al Vinitaly, alle tante specializzazioni, come il corso di idrosommelier ADAM, per assaggiatori di acque minerali in bottiglia, fino ai viaggi all’estero con gli organizzatori del Premio Acerbi per portare nel mondo la cultura e le eccellenze enogastronomiche italiane, «nel 2004 Dublino, nel 2006 Budapest, nel 2007 Lisbona: far conoscere i prodotti della propria terra è uno dei momenti più appaganti per un sommelier».

Dal 2003 al 2009 Maurizio è stato assistente ai corsi AIS e responsabile dei servizi nella delegazione di Mantova. «Proprio grazie all’AIS ho vissuto una delle esperienze più emozionanti della mia vita. Nel 2003 ho partecipato a un viaggio in Champagne organizzato dalle maison Moët & Chandon e Dom Pérignon, con Luigi Bortolotti e una delegazione di 8 sommelier AIS. È stata una degustazione indimenticabile». Le bollicine occupano un posto speciale per Maurizio, non solo le francesi però: «uno dei primi vini che ho degustato durante i corsi è stato Giulio Ferrari Riserva del Fondatore. Quella lezione mi ha aperto gli occhi sulla tecnica di degustazione ed è anche per questo che quel vino avrà sempre un posto speciale tant’è che non manco di consigliarlo ai clienti di Corte Matilde, il ristorante in cui lavoro».

Sì, questa è una storia a lieto fine: Maurizio lavora nel ristorante mantovano di Marco Fincatti, dove gestisce la cantina ed è sempre pronto a dispensare consigli ai clienti che scelgono i piatti della cucina mantovana: «quando mi rendo conto che un cliente ha le idee chiare mi faccio da parte e lo lascio decidere senza interferire, anche se non sono d’accordo. Mi ordinano fiorentina al sangue e Franciacorta? Va bene! Il mio lavoro non è scontrarmi con il cliente ma aiutarlo a vivere un’esperienza gustativa che lo renda felice. Se poi qualcuno mi chiede cosa ne penso dell’abbinamento allora do il mio parere e sono sempre pronto a consigliare i prodotti della mia terra».

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