Roberto Peveroni - Ristorante Da Mino

Roberto Peveroni - Ristorante Da Mino

18 settembre 2014 - scritto da Giordana Talamona in Sommelier al lavoro

Dopo vent’anni di lavoro, la svolta. Acquista il Ristorante Da Mino, in provincia di Pavia, e decide di lanciarsi nell’enogastronomia, un settore quasi del tutto sconosciuto sia per lui che per la sua socia, Antonietta Bianco. «Che avventura. E quanti sacrifici abbiamo fatto! – commenta Roberto Peveroni –. In certi momenti siamo stati sul punto di gettare la spugna, ma abbiamo resistito». Oggi quell’avventura, che li ha portati anche in televisione, continua con successo

Roberto PeveroniNel vostro caso vale il detto "chi l'ha dura la vince"?

Può ben dirlo. Io e Antonietta, socia e chef del ristorante, abbiamo aperto questa attività nel 2002, quasi per caso. Entrambi venivamo da professioni di tutt'altro genere: io lavoravo in una concessionaria Mercedes, mentre Antonietta faceva assistenza domiciliare ai malati terminali. Eravamo stanchi di quella vita che ci dava poche soddisfazioni, lavorativamente parlando, tanto che decidemmo di aprire questo ristorante.

È stato un percorso difficile?

Ammetto di sì. Conoscevamo pochissimo di questo mondo, ma per entrambi era chiara una cosa: se volevamo distinguerci dagli altri locali avremmo dovuto essere innovativi e puntare sulla qualità, sia per i piatti che per il beverage.

Qual è stata la chiave di volta della vostra attività?

I corsi che abbiamo seguito ci hanno dato la professionalità che ci mancava. Antonietta ha frequentato dei corsi di formazione sulle tecnologie in cucina, che hanno migliorato la sua competenza che, ad onor del vero, era già molto ampia. Anzi, a dirla tutta, è stata la sua passione per la buona tavola che ci ha spinto ad aprire questa attività.

E per lei?

È stato il corso da sommelier, frequentato a Novara, ad aprirmi un mondo del tutto nuovo. Prima di allora facevo fatica a riconoscere un vino da un altro, e mi trovavo in imbarazzo quando un cliente mi faceva una domanda. Diventato sommelier la mia passione per il mondo del beverage è cresciuta enormemente, ed oggi posso dire di aver conosciuto molti produttori di vino che sono stati per me dei veri maestri.

La vostra è oggi un'attività di successo?

Senza falsa modestia, sì. La maggior parte della clientela viene da fuori Lomellina, principalmente da Milano e dal Piemonte. Sa come si dice: nessuno è profeta in patria. 

Qual è il segreto per un'attività di successo?

Oltre alla qualità, occorre essere innovativi. Nel nostro caso lo siamo stati sin dall'inizio offrendo alla nostra clientela dei servizi particolari, che potessero venire incontro alle loro esigente.

Per esempio?

Offriamo ai nostri ospiti un tappo e una custodia dedicate per portare a casa le bottiglie avanzate. Inoltre, permettiamo loro di portare il vino da casa.

Si tratta del BYOB, bring your own bottle, la tendenza proveniente dai Paesi anglosassoni?

Proprio così. Immagini di avere una bottiglia pregiata, come un Brunello introvabile regalato dal nonno. Non vorrebbe degustarla con un piatto speciale cucinato da un vero chef? Ebbene, da noi può farlo. Pensi che per questo servizio siamo finiti addirittura in televisione.

Su quale programma?

Sul Tg1 delle 20.00, non molto tempo fa. Il servizio ci ha riempito di orgoglio, perché abbiamo scoperto di essere tra i pochi in Italia ad offrire il BYOB.

Ma come si concilia con la vostra carta dei vini?

Una cosa non esclude l'altra. Chi vuole porta il proprio vino, pagando il "diritto di tappo" per il servizio al tavolo, e chi preferisce può scegliere una bottiglia o un calice dalla nostra carta. Vede, quello che rende speciale un ristorante è l'opportunità della libera scelta, un buon modo per farsi una clientela affezionata.

In base a cosa rivede la carta dei vini?

Secondo i piatti che prepara Antonietta. All'inizio facevamo molta carne, quindi tenevo un considerevole numero di rossi. Oggi che ci siamo indirizzati verso il pesce, ça va sans dire.   

Dopo 12 anni dalla svolta della vostra vita, possiamo dire che non ci sono pentimenti?

Al contrario, potessi tornare indietro, lo farei prima!

 

IL VINO LOMBARDO PREFERITO

Bellavista Gran Cuvée

 

CHI È

Roberto Peveroni lavora per 20 anni in una concessionaria Mercedes, sino al 2002 quando apre con Maria Antonietta Bianco il ristorante "Da Mino". Nel 2006 diventa sommelier con la delegazione di Novara.

Ristorante Da Mino

RISTORANTE DA MINO

Via san valeriano 5-  27038 Robbio (PV)

Tel. 347-1165808

Sito: www.ristorantedamino.com

Giorni di chiusura: martedì sera e tutto il mercoledì

Chef: Maria Antonietta Bianco

Specialità: cantina con circa 220 etichette di vini e oltre 250 distillati, di cui 215 Rum.

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