Di Vigna in Vigna - Rocce Rosse

Di Vigna in Vigna - Rocce Rosse

Speciali ViniPlus
di Jessica Bordoni
06 agosto 2026

La vigna e il vino della rinascita per Arturo Pelizzatti Perego, che proprio con questa produzione nel 1984 diede avvio a un nuovo progetto enologico di famiglia destinato a diventare una delle cantine simbolo della denominazione. E la quintessenza del Nebbiolo delle Alpi

Tratto da ViniPlus N° 30 - Maggio 2026

ARPEPE sta per Arturo Pelizzatti Perego, il ri-fondatore di una storica cantina familiare avviata all’epoca dell’Unità d’Italia. Quasi un secolo dopo, a metà degli anni Settanta, l’attività e il marchio vengono ceduti e i vigneti divisi in sorte tra gli eredi. Ad Arturo il destino assegna alcuni tra i terreni più vocati della sottozona Sassella. Si rimbocca le maniche e nel 1984 è pronto a vinificare, ma le prime bottiglie vedono la luce solo sei anni dopo perché il suo obiettivo non ammette scorciatoie: valorizzare tutto il potenziale espressivo della chiavennasca, il “Nebbiolo delle Alpi”. Nel 1990 debutta così la Riserva Rocce Rosse, figlia di una vigna di roccia metamorfica ricca di ferro e povera di argilla. «È un corpo unico di 8 ettari, una rarità per la Valtellina», spiega la figlia Isabella Pelizzatti Perego, che oggi guida l’azienda con i fratelli Emanuele e Guido. «L’altitudine va dai 350 ai 500 metri ed è proprio sulla cima che si trovano i 4 ettari destinati al Rocce Rosse, con piante di età media superiore al mezzo secolo». Come in tutta la Sassella, la ventilazione è favorevole e lo strato di terreno sopra la roccia ridotto al minimo, costringendo le radici a scavare in profondità. «Con l’annata 2005 siamo riusciti a realizzare il sogno di papà: vinificare direttamente in legno. Abbiamo ripristinato alcune botti storiche in prevalenza di castagno con un fronte in rovere e uno in acacia, un mix tradizionale fino agli anni Settanta che abbiamo previsto anche per i tini troncoconici perché si sposa bene con il profilo della chiavennasca». Ancora giovanissima, l’ultima annata in commercio, la 2018, detiene già un primato: ben 133 giorni di macerazione (non erano mai stati superati i 130). Poi 42 mesi in tini e botti prima del lungo riposo in bottiglia. La grandezza del Rocce Rosse si rivela nel suo immenso equilibrio, che lo rende facile da capire anche da un pubblico poco avvezzo ai vini importanti. Note floreali, richiami ematici, una mineralità e sapidità che sono davvero la quintessenza del Nebbiolo delle Alpi che Arturo immaginava.

Vigneto Rosse Rosse

CARTA DI IDENTITÀ

Luogo: Sondrio
Altitudine: 400-500 m s.l.m.
Suolo: franco-sabbioso, su un substrato di roccia metamorfica sfaldata
Età del vigneto: in media superiore ai 50 anni
Vitigno: nebbiolo (chiavennasca)
Nome del vino: Valtellina Superiore Sassella DOCG Rocce Rosse Riserva
Vinificazione e affinamento: macerazione circa 130 giorni in tini di legno da 50 hl, affinamento di 42 mesi in tini e botti da 50 hl, poi passaggio in cemento e sosta in bottiglia