Berlucchi presenta il suo primo Erbamat in purezza

Berlucchi presenta il suo primo Erbamat in purezza

Degustando
di Paolo Valente
27 aprile 2026

Vinitaly 2026 è stata l’occasione per presentare il primo spumante da uve erbamat in purezza prodotto dalla cantina di Borgonato.

Solo poco più di 3500 bottiglie, risultato di un lungo percorso di sperimentazione iniziato dieci anni fa, hanno visto la luce da poco e sono state presentate ufficialmente all’ultimo Vinitaly. Stiamo parlando del Metodo Classico Erbamat in purezza prodotto da Berlucchi, una delle prime realtà franciacortine a credere nel progetto lanciato dal Consorzio sul finire del primo decennio del nuovo millennio, con l’obiettivo di recuperare questa antica varietà.

«L’iniziativa, nata nel 2011 insieme al Consorzio Franciacorta, si inserisce in un percorso corale di studio e innovazione, a cui Berlucchi contribuisce anche attraverso il proprio ruolo nel comitato tecnico» ci spiega Arturo Ziliani, amministratore delegato e direttore tecnico di Berlucchi. «Il nostro impegno sull’erbamat non è solo una sperimentazione enologica, ma un contributo concreto alla crescita collettiva della Denominazione. Siamo convinti che investire in questa varietà significhi investire nel futuro del Franciacorta”.  

Il progetto per il recupero di questa antica varietà (clicca qui per approfondire), infatti, nacque con due obiettivi: legare maggiormente il Franciacorta al territorio e sfruttare la sua grande carica acida. Il disciplinare attuale del Franciacorta Docg (nella stesura entrata in vigore dal 1° agosto 2017) ne ammette l’utilizzo in assemblaggio fino ad un massimo del 10%.  

Grappolo di erbamat

Il progetto Berlucchi dedicato all’erbamat

Dopo un periodo di studio in collaborazione con il Consorzio, Berlucchi nel 2016 reimpianta completamente il vigneto Castello in Borgonato, cuore storico dell’azienda, realizzando un sovrainnesto diretto su piede americano, tramite selezione massale, e privilegiando le piante più produttive. Tra il 2020 e il 2021 viene piantato un secondo vigneto - il vigneto Eroi, nel comune di Passirano - con materiale clonale selezionato dal Consorzio nella prima fase del progetto.  Oggi l’azienda conduce direttamente circa 3 ettari su 11 complessivi coltivati a erbamat in Franciacorta, pari al 27% della superficie totale.

Parallelamente a quanto realizzato in vigna con l’impianto dei vigneti e le selezioni clonali, dal 2012 Berlucchi ha avviato anche microvinificazioni per osservare l’evoluzione dell’erbamat, sia come vino base e che come vino di riserva. Da queste prime vinificazioni, nel 2014, nasce la cuvée perpétuelle, con vini riserva dal 2012 al 2014; l’obiettivo è quello di esaltare il potenziale evolutivo dei vini, in modo da poterli integrare con la cuvée al momento dell’assemblaggio. 

A partire dal 2017, alle basi vendemmiali d’annata vengono unite piccole percentuali di questa cuvée perpétuelle per ottenere assemblaggi capaci di esaltare la freschezza e la persistenza caratteristiche di questo vitigno.

Dal 2024 la cuvée è diventata tripartita, composta da 1/3 di base vendemmiale, che apporta immediatezza e fragranza, 1/3 di cuvée perpétuelle, che aggiunge profondità e continuità stilistica, e 1/3 di assemblaggio dell’anno precedente non ancora spumantizzato, capace di dare struttura e complessità. È una nuova fase di sperimentazione che intende esplorare ulteriormente le potenzialità dell'erbamat come vino riserva, tenendo conto anche di un possibile futuro utilizzo nei Franciacorta, per assicurare longevità e freschezza.

V.S.Q. Extra Brut Erbamat Tiraggio 2018
Erbamat in purezza proveniente dal vigneto Castello a Borgonato, 85% vino base vendemmiale 2017 e 15% cuvée perpétuelle (dalla 2012 alla 2016). Fermentazione alcolica in tini d’acciaio e barriques. 75 mesi sui lieviti, tiraggio aprile 2018, sboccatura luglio 2024. Dosaggio 4,70 g/l, acidità totale 6,82 g/l, pH 3,05.

Colore giallo paglierino scarico con un elegante e numeroso perlage. Sottile e fragrante al naso con riconoscimenti di frutta a pasta bianca, fiori ed erbe aromatiche. Altrettanto fragrante il palato caratterizzato da abbondante freschezza che risulta ben gestita e integrata nel corpo del vino anche grazie alla lunga sosta sui lieviti. Ritorni di agrume, di pompelmo, lo rendono un prodotto dalla grandissima bevibilità e godibilità senza l’aggressività citrina che ci si aspetterebbe da questo vitigno spumantizzato in purezza.