Classese, l’Oltrepò «ha deciso chi essere»

Classese, l’Oltrepò «ha deciso chi essere»

News dai Consorzi lombardi
di Alessandro Franceschini
16 aprile 2026

All’ultima edizione del Vinitaly i primi 40 produttori che hanno aderito al nuovo progetto che rilancia il Metodo Classico blanc de noirs dell’Oltrepò Pavese. Francesca Seralvo: «Non stiamo più cercando di capire cosa essere, abbiamo già deciso».

«Negli ultimi anni abbiamo parlato molto di che cosa l'Oltrepò potrebbe essere. Oggi, iniziamo a raccontare cosa l'Oltrepò è davvero». Ha esordito con grande determinazione e non senza un filo di emozione Francesca Seralvo, presidentessa del Consorzio Classese Oltrepò Pavese, durante il suo intervento alla conferenza di presentazione ufficiale del Classese all’ultima edizione del Vinitaly appena conclusosi. 

C’era un pubblico numeroso al padiglione Palaexpo nel padiglione del Consorzio per questo importante appuntamento, una sorta di debutto in società del marchio che ora identifica il Metodo Classico oltrepadano prodotto con il pinot nero: tanta stampa italiana, ma anche internazionale, molti produttori, non solo del territorio, diversi gli esponenti della politica, come gli assessori regionali Elena Lucchini ed Alessandro Beduschi e il vice presidente del Senato Gian Marco Centinaio, che sono intervenuti durante l’incontro.

I primi 40 produttori hanno aderito

«Il Classese non è un progetto del quale sono tutti convinti al 110%, e anche il nome è stato dibattuto, ma nonostante questo siamo qui tutti insieme» ha sottolineato Riccardo Binda, direttore del Consorzio, rivendicando un’unità di intenti che sulle colline oltrepadane non si vedeva probabilmente da tempo. «Il Consorzio non è mai stato così tanto unito come oggi». 

I 300 metri quadrati dello stand consortile sono stati il palcoscenico per poter degustare anche le prime bottiglie di Metodo Classico che già riportano in etichetta il marchio Classese: sono 40 i primi produttori che vi hanno già aderito. Le modifiche al disciplinare, già approvate nel febbraio del 2025, stanno ora seguendo il classico iter ministeriale in attesa della definitiva conferma.

Da sinistra: Alessandro Beduschi, Riccardo Binda, Francesca Seralvo ed Elena Lucchini Classese? «Non è un’operazione nostalgia, ma una scelta strategica»

Francesca Seralvo ha ricordato le peculiarità dell’Oltrepò Pavese, un territorio di passaggio sotto molti aspetti, storici, culturali, persino climatici. «È sempre stato considerato troppo a sud per essere a nord e troppo a nord per essere a sud, troppo produttivo per essere identitario e troppo vocato però per essere generico. Questo ha creato un grande potenziale, ma anche una narrazione debole». 

In mezzo a questa estrema complessità il Consorzio ha deciso di puntare ancora sul pinot nero, qui presente dalla metà dell’800 e che caratterizza questo territorio con svariati record. «Tutti conoscono la storia del primo Metodo Classico italiano fatto dal Conte Augusto Giorgi di Vistarino insieme a Carlo Gancia nel 1865» ha sottolineato ancora la presidentessa, nonché i 3000 ettari dedicati a questa varietà che lo rendono il più importante territorio a pinot nero presente in Italia e tra i principali nel mondo.

La decisione di ritirare fuori dal cassetto il nome Classese, nato dalla crasi di Classico e Pavese nel 1984 per iniziativa di Carlo Boatti, non viene considerata da un’operazione nostalgica, quanto una scelta strategica, «la necessità di dare finalmente un'identità chiara a quello che il territorio è sempre stato. Il Classese è lo strumento che ci stiamo dati per ridare valore a un territorio straordinario che da troppo tempo non raccoglie ciò che merita».

Regole comuni, MGA e futura mappatura

Le regole sono chiare e condivise da tutti i produttori, «scelte che partono dalla vigna, quindi solo pendici collinari e raccolta manuale in cassetta  per garantire una reale selezione». E poi  minimo 85% pinot nero, acidità minima 6 g/l, 24 mesi di affinamento sui lieviti, 36 per i millesimati e 48 per le riserve, dopo la sboccatura un riposo di altri 60 giorni e poi 4 MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive): Valle Versa, Valle Scuropasso, Calle Coppa e Valle Staffora, da non considerare «come una suddivisione geografica, ma come una chiara chiave di interpretazione». Inoltre, Alessandro Masnaghetti, the map man, è già all’opera da tempo con un importante «ed emozionante lavoro di mappatura, descrizione e lettura del territorio», il suo lavoro dovrebbe terminare entro la fine di quest’anno.

«L'Oltrepò Pavese non sta più cercando di capire cosa essere, ma ha deciso – ha concluso Francesca Seralvo –. Uno dei disciplinari più rigorosi d'Italia e un gruppo di produttori unito e coeso che non ha nessuna intenzione di tornare indietro».