L’Oltrepò Pavese ha la sua mappatura

L’Oltrepò Pavese ha la sua mappatura

News dai Consorzi lombardi
di Mauro Garolfi
18 settembre 2026

A Voghera, durante l’ultima edizione di OltreGusto, presentate le mappe vitivinicole di Alessandro Masnaghetti. Insieme al nuovo disciplinare del Classese, definiscono un traguardo e un nuovo punto di partenza per il territorio.

Una mappa e un nuovo disciplinare, l’unità d’intenti in uno sforzo condiviso e un futuro da costruire insieme, per valorizzare un territorio da sempre vocato alla viticoltura. Sono stati gli elementi principali della sesta edizione di “Oltregusto – Oltrepò, Terra di Pinot Nero”", manifestazione organizzata lo scorso 7 settembre dal Consorzio Classese Oltrepò Pavese. 

All’interno del teatro Valentino Garavani di Voghera, davanti a un pubblico numeroso composto da stampa, produttori e operatori del settore, Riccardo Binda, direttore del Consorzio, ha messo in luce il ruolo dei produttori che, in un momento storico complicato come quello che stiamo vivendo, hanno avuto la capacità di «compattarsi dietro a un progetto, di rimettersi in gioco e lavorare uniti come una squadra».

Francesca Seralvo, presidente del Consorzio, ha illustrato il lavoro svolto nel territorio e la direzione presa dall’Oltrepò Pavese, caratterizzata da un ampio consenso. In questi ultimi anni è stato definito il nuovo statuto del Consorzio, è stato approvato il nuovo disciplinare dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, con regole rigorose, con la decisione di riutilizzare il nome Classese e presentandosi con le prime bottiglie già allo scorso Vinitaly. 

C’è poi il progetto di revisione dei vini fermi ancora in fieri: la prima fase sarà completata entro il prossimo febbraio, con un’offerta chiara e una piramide di posizionamento. La presidentessa definisce questi passaggi dei “tasselli di uno stesso progetto, che ha un unico obiettivo: dare valore ai vini e ai vigneti, per riconoscere l’Oltrepò Pavese come uno dei grandi territori vitivinicoli italiani».

La mappatura di Alessandro Masnaghetti

Il focus dell’evento si è concentrato su un altro “tassello” fondamentale del percorso intrapreso dal Consorzio: il lavoro di mappatura svolto da Alessandro Masnaghetti, ormai un punto riferimento indiscusso di questa materia in Italia. Per la prima volta l’Oltrepò Pavese ha una mappa vitivinicola, che l’autore definisce “geoviticola”, dove l’inquadramento geologico fornisce un aiuto importante per la sua lettura e interpretazione.

Questo prezioso strumento, di facile consultazione, è integrato da un manuale e dalla declinazione tridimensionale della mappa stessa, mezzi utili a divulgare l’Oltrepò a chi proviene da fuori, ma perfetto anche per comprenderlo meglio dall’interno.

Questo lavoro, ha sottolineato Masnaghetti, è rivolto a un pubblico vasto che va dalle aziende agli appassionati passando per gli operatori del settore, è caratterizzato da un linguaggio semplice e sintetico, pur con riferimenti scientifici e tecnici. Per la sua realizzazione è stato fondamentale il contatto con le persone e il racconto delle tradizioni, anche oralmente, di varie fonti, da cui sono stati tratti poi riassunti condivisi. Grande importanza è stata data al paesaggio, nelle sue evoluzioni di vegetazione, clima e terreno.

Sono diverse le letture che Masnaghetti ha dato dell’Oltrepò Pavese. La prima è quella per “fasce parallele”. Dalla prima collina, plasmata da luoghi affacciati sulla Pianura Padana, fino a una fascia più interna, con riferimento Montalto Pavese, che col suo castello identifica il centro dell’Oltrepò Pavese produttivo e viticolo, mentre più a sud si chiude con la parte appenninica. Un’altra possibile lettura del territorio è quella “per comuni”, quindi attraverso le caratteristiche che ha ogni singolo abitato, con le sue tipicità e le sue peculiarità.
La lettura “per valli”, invece, ha condotto al punto cruciale del lavoro di mappatura e alla suddivisione in quattro del territorio, individuando come riferimento i bacini idrografici, grazie ai quali sono state identificate quattro MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) che sono inserite nel nuovo disciplinare del Classese. Da oriente a occidente: Valle Versa, Valle Scuropasso, Valle Coppa e Valle Staffora. L’uso di una MGA sull’etichetta di un vino non comporterà regole più restrittive rispetto al disciplinare di produzione, né si tradurrà in alcun tipo di classificazione, ma certificherà solo l’area di provenienza delle uve.

Il nuovo disciplinare del Classese

Il nuovo disciplinare, che in questo momento è ancora in fase di approvazione formale presso il Ministero dell’Agricoltura, prevede una base ampelografica ancora più orientata al pinot nero e tempi di affinamento più lunghi. Le caratteristiche principali del Classese saranno: la raccolta manuale in cassetta delle uve; 

La presenza di un minimo 85% di pinot nero (per il restante 15% è possibile utilizzare oltre al pinot nero: chardonnay, pinot bianco, meunier); acidità minima 6 g/l; affinamento minimo sui lieviti 24 mesi (36 per i millesimati, 48 per le riserve); 4 MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive): Valle Versa, Valle Scuropasso, Valle Coppa, Valle Staffora.

Le degustazioni

La giornata è proseguita negli spazi all’aperto dell’Istituto Gallini di Voghera, dove un’area dedicata al banco d’assaggio ha permesso la degustazione dei diversi Metodo Classico presso gli stand di circa trenta produttori del territorio. L’accesso alla degustazione riservata ha invece dato l’opportunità di entrare in contatto con quasi sessanta campioni tra Brut, Extra Brut e Pas dosé, dai sans année alle più recenti vendemmie 2023, fino a giungere a un rosé 2012, ultimo campione del panel. Nel complesso sono emerse le caratteristiche tipiche del territorio e di questa tipologia: sia negli spumanti da apprezzare in gioventù per la loro immediatezza, per il loro essere diretti, precisi, sia nei vini che hanno riposato in bottiglia per periodi più lunghi, dotati di maggior ampiezza e varietà espressive, i segni distintivi sono sempre quelli del carattere, della personalità e dell’identità.