Luca Sarais

Luca Sarais

Sommelier al lavoro
di Anna Basile
07 gennaio 2026

Martedì, ore 20.30, via Paolo Sarpi 30: il suono di una campanella si fa spazio tra le voci degli astanti e i rumori di strada, richiamando l’attenzione. Qualcuno sale su uno sgabello e comincia a leggere una poesia. Un attore, un cliente, un sommelier, in tanti hanno declamato versi prendendo parte a un rito che si perpetua da venticinque anni.

Tratto da ViniPlus di Lombardia - N° 29 Novembre 2025

Non ci credete? Andateci, e scoprirete che da Cantine Isola sono proprio portati per i progetti a lungo termine. “Tutti sanno che questo è un locale storico, ma scoprire che nel 2026 compiremo 130 anni è davvero sbalorditivo”. Luca Sarais, proprietario e gestore dell’enoteca di Chinatown, ha cominciato con i suoi genitori negli anni ’90: “Studiavo economia e mio padre mi propose di lavorare qui per mantenermi e avere qualche soldo in tasca. Ha avuto ragione. Come in tante cose. Lui e mia madre hanno comprato questo posto da Milli e Giacomo Isola, due straordinari sommelier, appassionati di vino e di storie, che cedettero l’enoteca ai miei genitori solo dopo una promessa solenne: avrebbero continuato con la stessa attività”.

Oggi, tra le mura di Cantine Isola, si vivono ancora emozioni, si scoprono vini e produttori, ci si confronta con i cambiamenti che hanno trasformato il mondo del vino: “Aprirsi alle novità senza rinunciare a se stessi e a quello in cui si crede: ecco il segreto di un progetto che avrà lunga vita. Abbiamo capito che la gestione famigliare non poteva più sostenere i ritmi del nuovo millennio. Così la squadra di famiglia – mia madre Tina è ancora al mio fianco con tutta la sua energia – si è allargata, e oggi siamo in quattordici, un gruppo che si è strutturato nel tempo, studiando – io e alcuni miei collaboratori eravamo nei banchi dei corsi Ais insieme a Hosam –, imparando a capire i clienti, i vini e i produttori. Essere competenti non basta: bisogna saper raccontare storie, suscitare emozioni. Non possiamo più permetterci di dire soltanto che un vino ha sentori di albicocca o che è sapido”, continua Luca, “dobbiamo andare oltre le descrizioni tecniche e creare una connessione emotiva tra chi quel vino lo ha fatto e chi lo sta per assaggiare. Emozionare è una sfida che ci impegna ogni giorno soprattutto ora che attraverso i social si parla di vino e si condividono esperienze in tempo reale”. Anche app, influencer e community entrano tra le mura di un’enoteca: “Le app che schematizzano punteggi, giudizi e prezzi sono una garanzia, chi ha un’enoteca sa che deve convivere con questi strumenti. I turisti, per esempio, che non ci conoscono bene, cellulare alla mano, cercano notizie sul vino che vogliono acquistare e non si accontentano di quello che raccontiamo”.

Anche la scelta delle bottiglie a scaffale deve adattarsi alle nuove esigenze: “Vini naturali, orange, bottiglie rare: la scelta deve essere ampia e varia, io però punto molto sulla ricerca. Ultimamente intensifichiamo i viaggi all’estero per scoprire quei piccoli produttori che non rientrano nei cataloghi dei distributori. L’obiettivo è stupire con qualcosa che abbiamo scoperto noi, che non si trova altrove e di cui possiamo raccontare un aneddoto che fa la differenza”. Anche il rapporto con le altre enoteche è cambiato: “Vinarius, l’Associazione di enoteche italiane, rappresenta un’opportunità per noi enotecari di incontrare colleghi, vivere momenti di scambio e condivisione di esperienze, partecipare a viaggi, master e corsi. In un’epoca individualista è necessario fare squadra. Sono convinto che unirsi per un obiettivo comune possa solo portare a risultati migliori. Non mi spaventano i confronti. Mi stimolano”.

CANTINE ISOLA
Via Paolo Sarpi, 30 angolo via Arnolfo di Cambio, 1A
Milano