Di Vigna in Vigna - Barbacarlo

Di Vigna in Vigna - Barbacarlo

Speciali ViniPlus
di Giuseppe Vallone
27 luglio 2026

A Broni, su quattro ettari di tufo aggrappati a un versante ripidissimo della collina Porrèi, la famiglia Maga custodisce un vigneto che è diventato il primo – e unico – cru monopole dell’Oltrepò Pavese

Tratto da ViniPlus N° 30 - Maggio 2026

C'è una collina a Broni dove la neve non riesce a posarsi. «Il giorno dopo, quel versante è l’unico senza neve», racconta Giuseppe Maga, «la pendenza, il sole: a gennaio ci sono le viole». È la collina Porrèi – «luogo di casa» in dialetto –, in Valle Maga (oggi Valle Recoaro), sul cui versante esposto a sud-ovest trova dimora il vigneto Barbacarlo, con pendenze del settanta per cento, suolo tufaceo e sole dalla mattina alla sera. Non il classico vigneto da fotografia, perché, puntualizza Maga, «ci vuole l’uomo, c’è una vite qua e una là, bisogna saperle accudire». Il nome è al catasto dal 1886, ma la storia affonda più indietro. I documenti familiari risalgono alla prima metà del XVIII secolo: i Maga furono tra i primi a popolare Broni, il cui antico nome – Camellio Magus – porta il loro cognome. Nel 1884 Carlo Maga donò la collina ai nipoti, che la ribattezzarono in suo onore: «barba», in pavese, significa zio. La terra dello zio Carlo. Nel 1958 Lino Maga per primo imbottigliò il vino omonimo; quando negli anni Settanta il nome fu esteso a quarantacinque Comuni, combatté per oltre vent’anni fino a ottenerne e difenderne il riconoscimento esclusivo. «Il vino non ha segreti, non deve neanche averli», taglia corto Giuseppe Maga. «È la terra che fa il vino». Su questo tufo crescono croatina, uva rara e ughetta di Canneto; alcune viti hanno sessant’anni, altre addirittura ottanta e producono un solo grappolo. «Quel grappolo va guardato, tenuto, ripreso fino alla raccolta». Tutto a mano, senza diserbanti né chimica, con il solo ausilio di un po’ di zolfo. In cantina fermentazione spontanea in vecchie botti di rovere di Slavonia da mille-millecinquecento litri, legni con oltre sessant’anni di servizio. Otto o nove giorni di macerazione, svinatura, travasi periodici. Niente lieviti, niente filtrazioni. Si imbottiglia alla luna vecchia di aprile o maggio. Solo ottomila bottiglie nelle annate generose. «Se l’annata è buona sta lì tranquillamente cinquant’anni», assicura Maga. Un vigneto dove collina, vino e famiglia coincidono ancora dopo quasi un secolo e mezzo.

CARTA DI IDENTITÀ

Luogo: Collina Porrèi, Valle Maga (oggi Valle Recoaro), Broni (PV)
Altitudine: fino a 310 m s.l.m.
Suolo: Tufaceo, con ghiaia; pendenza ca. 70%; esposizione sud-ovest
Età del vigneto: variabile; presenti ceppi di 60-80 anni
Vitigni: croatina (40%), ughetta di Canneto (40%), uva rara (20%)
Nome del vino: Provincia di Pavia IGT Barbacarlo
Vinificazione: pigiadiraspatura; fermentazione spontanea in botti di rovere di Slavonia (1.000-1.500 l); macerazione 8-9 giorni; travasi periodici; imbottigliamento ad aprile maggio. Circa 8.000 bottiglie/ anno